Formazione sull'intelligenza artificiale dopo l'Omnibus: cosa resta da fare in ospedali e cliniche
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di Alice Bozzoni, Direttore Operativo

Dal 2 febbraio 2025 l'articolo 4 dell'AI Act chiedeva a chi fornisce e a chi usa sistemi di intelligenza artificiale di adottare misure per garantire, nella misura del possibile, un livello sufficiente di alfabetizzazione del proprio personale. Il 27 luglio 2026 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2026/1744, l'Omnibus digitale sull'IA, che ha riscritto l'articolo: l'obbligo resta, ma è più leggero. Per ospedali, cliniche e poliambulatori non è un motivo per smettere di formare le persone.
Cosa diceva e cosa dice ora l'articolo 4
Il nuovo testo dice che fornitori e deployer «adottano misure volte a sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione in materia di IA» del personale e di chi usa i sistemi per loro conto, considerando conoscenze, esperienza e formazione, il contesto d'uso e le persone su cui i sistemi vengono usati. Poi aggiunge: «Tale obbligo non impone ai fornitori o ai deployer di garantire un livello specifico di alfabetizzazione in materia di IA per alcuna persona».
Ospedali e cliniche sono deployer, cioè soggetti che utilizzano un sistema di intelligenza artificiale «sotto la propria autorità»: l'articolo 4 continua a riguardarli. Cambia l'obiettivo, che passa dal garantire un livello al sostenere lo sviluppo delle competenze con misure adatte al contesto.
Perché in sanità la formazione resta necessaria
Un obbligo più leggero non rende la formazione inutile. In ospedali, cliniche e poliambulatori ci sono almeno quattro ragioni per continuare.
- I sistemi ad alto rischio. Molti software clinici basati sull'intelligenza artificiale sono dispositivi medici, e per i sistemi ad alto rischio l'AI Act chiede tra l'altro una sorveglianza umana affidata a persone competenti. L'Omnibus ha spostato le date: 2 dicembre 2027 per i sistemi dell'Allegato III, 2 agosto 2028 per quelli dell'Allegato I, che comprende i dispositivi medici. Il tempo in più serve a preparare chi li userà.
- La legge italiana. La Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, dice che in sanità i sistemi di intelligenza artificiale «costituiscono un supporto» e che la decisione «è sempre rimessa agli esercenti la professione medica» (articolo 7). Il paziente «ha diritto di essere informato sull'impiego di tecnologie di intelligenza artificiale»: per rispondergli, chi lo cura deve sapere quali sistemi usa e come. L'articolo 13 chiede inoltre a chi esercita una professione intellettuale di comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, quali sistemi di intelligenza artificiale utilizza.
- I dati dei pazienti. Chi incolla un referto o una lettera di dimissione in un assistente di intelligenza artificiale generativa senza un contratto adeguato con il fornitore espone dati sulla salute, protetti dall'articolo 9 del GDPR. Saperlo evitare è una competenza, non un'intuizione.
- Chatbot e testi generati. Dal 2 agosto 2026 i chatbot devono dire alle persone che stanno parlando con un'intelligenza artificiale (articolo 50). Ne parliamo nell'articolo sul chatbot sul sito di una clinica.
Un piano di formazione proporzionato, in quattro passi
- Mappare gli strumenti. Quali sistemi di intelligenza artificiale usa la struttura, compresi quelli che le persone usano da sole sul telefono o nel browser, chi li usa e per cosa.
- Dividere per ruolo. La direzione decide e risponde, il personale sanitario usa i sistemi nel lavoro clinico, il personale amministrativo li usa per testi, prenotazioni e comunicazione, chi si occupa di informatica e privacy li valuta e li controlla. Ogni gruppo ha bisogno di contenuti diversi.
- Formare su casi reali. Gli strumenti che le persone usano davvero, con esempi di cosa si può fare e cosa no, regole per i dati dei pazienti e per la verifica dei risultati.
- Documentare e aggiornare. Programma, materiali, presenze e una revisione all'anno o quando arriva un nuovo strumento. È il modo più semplice per dimostrare cosa è stato fatto.
Le date da segnare
- 2 febbraio 2025: si applicano le prime regole dell'AI Act, tra cui l'articolo 4.
- 10 ottobre 2025: entra in vigore la Legge 132/2025.
- 27 luglio 2026: entra in vigore l'Omnibus digitale sull'IA, con il nuovo articolo 4.
- 2 agosto 2026: si applicano gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50, tra cui dire alle persone che stanno parlando con un'intelligenza artificiale.
- 2 dicembre 2026: termina il periodo transitorio per la marcatura dei contenuti generati dai sistemi già sul mercato prima del 2 agosto 2026.
- 2 dicembre 2027: obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III.
- 2 agosto 2028: obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato I, compresi i dispositivi medici.
Se vuoi impostare un percorso per la tua struttura, guarda la nostra formazione sull'AI Act oppure scrivici.
Fonti: Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull'IA, Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 24 luglio 2026); AI Act Service Desk, articolo 4; Legge 132/2025, articolo 7.
Aggiornato al 1 novembre 2026. Articolo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato sulle fonti indicate.
