Pixel nelle newsletter: cosa cambia con le linee guida del Garante

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di Alice Bozzoni, Direttore Operativo

Una busta da lettera con un piccolo quadrato verde, il pixel, al centro delle orbite di Bow

Quasi tutte le piattaforme per le newsletter inseriscono in ogni email un'immagine invisibile, grande un pixel. Quando il destinatario apre il messaggio, l'immagine viene scaricata e la piattaforma registra chi ha aperto, quando e spesso da quale dispositivo. Con le linee guida pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha fissato regole precise per questo strumento. Il 29 ottobre è scaduto il termine per adeguare le newsletter che lo usavano già.

Cos'è un pixel di tracciamento

È un'immagine trasparente collegata a un indirizzo diverso per ogni destinatario. Quando l'email viene aperta e le immagini vengono caricate, il server della piattaforma riceve la richiesta e sa che quella persona ha aperto quel messaggio. Da qui nascono il tasso di apertura, l'ora migliore per inviare e le liste di chi non apre più.

Le linee guida parlano solo dei pixel: i link tracciati, con cui le piattaforme contano i clic, non sono trattati nel documento. Sono comunque dati personali, quindi informativa e base giuridica servono anche lì.

Cosa chiedono le linee guida

  • Serve il consenso. Nei casi ordinari i pixel richiedono un consenso preventivo, libero, specifico e informato. Si può chiedere insieme al consenso per le comunicazioni promozionali, se la richiesta è neutra e senza forzature, meglio al momento dell'iscrizione.
  • Sempre un'informativa. Ogni uso dei pixel va spiegato nell'informativa, altrimenti i dati raccolti non sono utilizzabili.
  • Revoca separata. Chi riceve la newsletter deve poter spegnere i pixel e continuare a ricevere le email.
  • Tre eccezioni. Il consenso non serve per contare la percentuale complessiva di aperture con tecniche di anonimizzazione che non permettono misure personali (il Garante suggerisce lo stesso pixel per tutti i destinatari e gli indirizzi IP anonimizzati), per la sicurezza dei processi di autenticazione e per i messaggi istituzionali o di servizio che il titolare deve inviare per legge.
  • Le liste di oggi. Per chi è già iscritto le linee guida chiedono l'informativa con il primo invio utile e un modo per revocare il consenso, anche solo ai pixel. In quel punto non chiedono di raccogliere un nuovo consenso.

Le regole valgono dal 29 aprile 2026 per i nuovi trattamenti, mentre per quelli già in corso c'erano sei mesi, scaduti il 29 ottobre. Il Codice privacy punisce le violazioni dell'articolo 122, la norma sulle informazioni lette dai dispositivi, con la fascia più alta di sanzioni del GDPR: fino a 20 milioni di euro o, se superiore, il 4% del fatturato mondiale annuo. Il piano di ispezioni del Garante per agosto-dicembre 2026 comprende proprio la verifica di queste linee guida, insieme a fascicolo sanitario elettronico e app mediche.

Perché in sanità serve più attenzione

Per una struttura sanitaria o una fondazione la newsletter è spesso divisa per gruppi: pazienti di un ambulatorio, partecipanti a un percorso di prevenzione, donatori di un progetto su una malattia. L'iscrizione a uno di questi gruppi, unita ai dati di apertura di ogni persona, può dire qualcosa sulla sua salute, e i dati sulla salute sono una categoria particolare protetta dall'articolo 9 del GDPR. Qui la regola più prudente è misurare il meno possibile a livello di singola persona.

Cosa fare adesso, in sei passi

  1. Fai l'elenco. Quali piattaforme mandano email a nome della struttura (newsletter, raccolta fondi, comunicazioni ai pazienti, email automatiche del sito) e quali hanno il tracciamento delle aperture attivo.
  2. Scegli cosa misurare. Se ti basta sapere quante persone aprono in totale, valuta una misura aggregata e anonimizzata, che non richiede il consenso. Se vuoi sapere chi apre, il consenso serve.
  3. Aggiorna moduli e informativa. Una richiesta di consenso chiara e neutra nel modulo di iscrizione, una spiegazione dei pixel nell'informativa.
  4. Scrivi agli iscritti di oggi. Informativa con il primo invio utile e un link per spegnere i pixel senza cancellarsi dalla newsletter.
  5. Configura la piattaforma. Tracciamento delle aperture solo per chi ha dato il consenso, per esempio con invii separati, oppure spento. I messaggi di servizio restano separati da quelli promozionali.
  6. Metti tutto per iscritto. Le scelte fatte e il perché, da mostrare in caso di controllo.

Se vuoi una mano a rivedere newsletter, moduli di iscrizione e informative, guarda come lavoriamo nel marketing oppure scrivici.

Fonti: Linee guida in materia di utilizzo di tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica (Garante, provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2026); vademecum del Garante; piano delle ispezioni di agosto-dicembre 2026.

Aggiornato al 1 novembre 2026. Articolo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato sulle fonti indicate. Non sostituisce il parere del tuo consulente privacy.