SEO sanitaria con le AI Overview: come farsi citare da Google

· 6 minuti di lettura

di Alice Bozzoni, Direttore Operativo

Una lente di ingrandimento con una scintilla verde al centro delle orbite di Bow

Le AI Overview di Google sono arrivate in Italia il 26 marzo 2025. Dall'8 ottobre 2025 c'è anche AI Mode, la scheda pensata per le domande più articolate. Secondo le elaborazioni di Sensemakers su dati Comscore, a giugno 2026 una sintesi scritta dall'intelligenza artificiale compariva nel 22% delle ricerche fatte su Google da computer in Italia, contro circa l'8% di aprile 2025.

Chi cerca un esame o una struttura legge sempre più spesso prima una risposta di Google con alcuni link. Ecco come vengono scelti e cosa fare sul sito della tua struttura.

Come sceglie le fonti Google

La guida di Google è netta: «Non sono previsti requisiti aggiuntivi per la visualizzazione in AI Overview o in AI Mode, né sono necessarie altre ottimizzazioni speciali». La pagina deve essere indicizzata e poter apparire nella Ricerca con uno snippet, l'estratto sotto il titolo, ma questo non garantisce la citazione. Non servono markup particolari.

Le due funzioni possono usare il «fan-out delle query»: scompongono la domanda in sottotemi e fanno più ricerche insieme. Una domanda sulla colonscopia per chi prende un anticoagulante può aprire ricerche separate su preparazione, farmaci e sedazione. Servono pagine chiare su ciascun punto.

Dal 31 agosto 2026 Search Console offre a tutti i siti un report su quante volte le pagine compaiono in AI Overview e AI Mode e un controllo per includere o escludere il sito. Di base è incluso: se lo escludi, i tuoi link spariscono da quelle risposte e restano quelli degli altri.

Perché in sanità l'asticella è più alta

Google chiama YMYL («Your Money or Your Life») gli argomenti che possono incidere su salute, stabilità economica o sicurezza delle persone, e su questi dà ancora più peso a esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità (E-E-A-T). La sua guida sui contenuti utili dice che qui «i contenuti devono essere altamente accurati e coerenti con il consenso consolidato degli esperti». Le linee guida per i valutatori della qualità (11 settembre 2025) citano i sintomi di un infarto tra i temi in cui anche piccole imprecisioni possono fare danni.

Cosa mettere in ogni pagina

  • Un autore vero. Nome, ruolo e un link a una pagina con specializzazione e formazione. Google considera un inganno i profili inventati, con nomi di fantasia o foto generate dall'AI.
  • Un revisore medico. Se il testo nasce in comunicazione, fallo rivedere da un medico della struttura e scrivi chi e quando.
  • Date e fonti. Pubblicazione e ultimo aggiornamento visibili, link a linee guida, società scientifiche e Ministero della Salute. Cambia la data solo quando cambi davvero il testo: per Google rinfrescarla e basta è un campanello d'allarme.
  • La risposta subito. Prima la risposta, poi preparazione, durata, documenti, tempi del referto e costi delle prestazioni private. Per il singolo caso rimanda al medico. Per esempio: «Alla prima visita porta un documento d'identità, la tessera sanitaria, l'eventuale impegnativa, gli esami recenti e l'elenco dei farmaci che prendi».

Una pagina per ogni servizio e per ogni sede

Ogni prestazione merita una pagina: cos'è, a chi serve, come ci si prepara, dove si fa e come si prenota. Ogni sede un'altra: indirizzo, orari, come arrivare, servizi disponibili, telefono. Non creare pagine fotocopia per città dove non hai una sede: tra gli esempi di doorway, che le norme di Google sullo spam vietano, c'è proprio avere «più pagine o nomi di dominio scelti come target di regioni o città specifiche che rimandano gli utenti a un'unica pagina».

I dati strutturati LocalBusiness, uno per sede con il tipo più specifico (per esempio MedicalClinic o Dentist), sono utili ma non obbligatori. Dal 7 maggio 2026, invece, Google non mostra più i risultati avanzati delle FAQ.

Il profilo dell'attività su Google

Per Google anche i profili delle attività possono aiutare a comparire nelle risposte dell'AI. Le regole: un solo profilo per sede; un reparto ospedaliero può averne uno se riceve il pubblico come entità distinta, con nome e categoria propri; un medico può averne uno se riceve i pazienti lì negli orari indicati, ma non uno per specializzazione. Tieni orari, telefono e indirizzo uguali a quelli del sito e leggi il nostro articolo sulle recensioni dei pazienti.

Cosa non fare

  • Testi prodotti in serie. Generare molte pagine con l'AI senza aggiungere valore, o una pagina per ogni variante di una domanda solo per farsi trovare, è abuso di contenuti su larga scala, vietato dalle norme di Google sullo spam.
  • Testi dell'AI non verificati. Per Google «È fondamentale verificare manualmente i fatti ed esaminare tutti i contenuti generati con l'AI per verificarne l'accuratezza e l'affidabilità prima della pubblicazione». In sanità questa verifica spetta a un medico.
  • Trucchi di «AEO» e «GEO». Sono le sigle dell'ottimizzazione per l'AI, che per Google resta SEO. Puoi lasciar perdere file llms.txt, testi spezzettati per l'AI e la ricerca di menzioni non autentiche. E Google avverte: «Nessuno strumento di terze parti ha accesso ai nostri sistemi di ranking o AI interni».
  • Toni promozionali. La Legge 145/2018 (art. 1, comma 525) esclude dalle comunicazioni informative di strutture private e professionisti sanitari «qualsiasi elemento di carattere attrattivo e suggestivo, tra cui comunicazioni contenenti offerte, sconti e promozioni»: applicalo anche al blog, come spieghiamo nell'articolo sulla pubblicità sanitaria online.

La checklist

  1. Sito verificato in Search Console e incluso nelle funzionalità di AI generativa.
  2. Pagine indicizzabili, veloci e leggibili dal telefono.
  3. Autore con nome, ruolo e pagina dedicata; revisore medico; date e fonti visibili.
  4. Una pagina per prestazione e una per ogni sede reale.
  5. Un profilo dell'attività per sede, con gli stessi dati del sito.
  6. Nessun testo prodotto in serie, nessuna promessa di risultati.

Per Fondazione Poliambulanza abbiamo rielaborato il blog migliorandone leggibilità, struttura e organizzazione, per guidare chi legge tra temi clinici, approfondimenti medici e aggiornamenti dalla Fondazione. Se vuoi rivedere i contenuti del tuo sito, guarda come lavoriamo nel marketing e nel brand e storytelling, oppure scrivici.

Fonti: Google Search Central, Funzionalità di AI e il tuo sito web (31 dicembre 2025), guida all'AI generativa nella Ricerca (15 maggio 2026), contenuti utili e affidabili (8 ottobre 2026), contenuti creati con l'AI generativa (7 ottobre 2026), norme relative allo spam (2 settembre 2026), aggiornamenti della documentazione (FAQ, 8 maggio 2026); Search Quality Rater Guidelines (11 settembre 2025); Search Console, controllo e report sul rendimento dell'AI generativa; linee guida del profilo dell'attività; Google Italia, Arriva AI Overview anche in Italia (26 marzo 2025) e AI Mode arriva anche in Italia (8 ottobre 2025); Sensemakers su dati Comscore (26 ottobre 2026); Legge 145/2018, art. 1, comma 525.

Aggiornato al 2 novembre 2026. Articolo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato sulle fonti indicate.